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La Fondazione Cerratelli

Bottega artigiana, centro di riflessione, di ricerca e di inedite sperimentazioni

La Fondazione Cerratelli raccoglie l’eredità sartoriale dell’antica Casa d’Arte Cerratelli, fondata a Firenze nel 1914 dal baritono Arturo Cerratelli (1864-1924) che rilevò a sua volta l’ottocentesca Sartoria Teatrale di Oreste Aliandri, con tutto il suo patrimonio cartaceo, di costumi e di modelli. Senza mai fermarsi, nemmeno durante i due conflitti mondiali, la famiglia Cerratelli riuscì ad ottenere importanti riconoscimenti diventando fornitore dei maggiori teatri italiani ed esportando i propri costumi in tutto il mondo, dal Teatro Colón di Buenos Aires alla Metropolitan Opera House di New York. 
Nel corso della sua lunga attività la sartoria ha avuto modo di lavorare per i più grandi maestri della regia del XX sec.: Renato Castellani, Eduardo De Filippo, Mauro Bolognini, Filippo Crivelli, Franco Enriquez, Alessandro Fersen, Aurel Miholy Milloss, Jean-Pierre Ponnelle, Luca Ronconi, Giorgio Strehler, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli. Di quest’ultimo la Fondazione Cerratelli conserva i costumi di diverse produzioni teatrali e cinematografiche, tra cui quelli del film Romeo e Giulietta del 1968 che valsero a Danilo Donati il Premio Oscar ai migliori costumi.
 
La Fondazione Cerratelli nasce nel 2005, grazie alla volontà di Floridia Benedettini e della Famiglia Cerratelli di preservare e rendere disponibili agli studiosi i costumi di scena della Casa d’Arte Cerratelli e quelli realizzati dall’Atelier Carnet di Pisa. La Fondazione nella sua sede centrale ha a disposizione una biblioteca con centinaia di testi internazionali di Storia del Costume, materiale cartaceo (registri, lettere e bozzetti) oltre alla collezione di cartamodelli storici e di haute couture dall’Atelier Carnet di Pisa. Dalla nascita la Fondazione Cerratelli opera con le sue attività espositive e di ricerca in tutto il mondo, collaborando con diverse realtà universitarie e operando attivamente tra la città di Pisa e la sede espositiva di Villa Roncioni (San Giuliano Terme, PI).

Educare all’eccellenza le nuove generazioni è un imperativo; in un mondo in cui anche la cultura è fatta dagli “influencer”, è importante dare valore al nostro patrimonio più grande: l’artigianato. Attraverso un percorso di formazione che responsabilizza i giovani e li avvicina alle creazioni di chi li ha preceduti, la Fondazione esprime il proprio “credo” ispirandosi al pensiero di Walter Gropius scritto nel Programm des Staatlichen Bauhauses in Weimar del 1919: “Oggi le arti si trovano in una situazione di compiacente isolamento, da cui possono essere salvate soltanto attraverso il consapevole sforzo cooperativo tutti gli artigiani […] Quando un giovane sente dentro di sé l’amore per la creazione artistica, inizia come nel passato, imparando un mestiere”.

Nei locali della sartoria hanno lavorato i migliori costumisti ed artisti del ‘900: Anna Anni, Aldo Buti, Corrado Cagli, Pietro Cascella, Felice Casorati, Veniero Colasanti, Lucien Coutaud, Enrico d’Assia, Luciano Damiani, Giorgio de Chirico, Danilo Donati, Renato Guttuso, Mino Maccari, Odette Nicoletti, Mimmo Paladino, Pier Luigi Pizzi, Alberto Savinio, Gino Carlo Sensani, Piero Tosi e l’indiscusso maestro del fantastico, Emanuele Luzzati.

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