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Invito alla mostra "interferenze d'onda" di ARPA

Il 10 maggio ALLE 17.30 a Casa Luzzati verrà presentata a cura di Viana Conti la mostra "Interferenze d’onda" di Armando Pastorino in arte ARPA. Le opere di digital optical art sono esposte a Casa Luzzati sino al 25 maggio 2024.

"Armando Pastorino fotografo e artista genovese, che assume lo pseudonimo ARPA, attua una proposta sperimentale che sottoscrive un rapporto interattivo tra opera e osservatore. Fondata su un linguaggio digitale coniugato a un processo ottico, la sua opera, infatti, non cessa di implicare la percezione di chi guarda nel suo ricercare, spostandosi spazialmente, un punto di vista che ne restituisca a pieno il senso. Intenzionalmente, tuttavia, resta indecidibile la messa a fuoco di un’immagine di natura essenzialmente fenomenica. 

Ci si chiede: si può parlare di arte formale, figurale, di rappresentazione, quando sono proprio tali termini a essere messi in questione a partire da quel movimento degli anni Sessanta/Settanta che prende i vari nomi di arte cinetica, programmata (coniato da Bruno Munari), optical? Gli antecedenti storici di tale modalità del far arte si ritrovano in opere di contesti d’avanguardia come i i Rotoreliefs di Marcel Duchamp, il Modulatore di Luce-Spazio di László Moholy-Nagy, le opere del Gruppo T, in cui, tra gli altri, figurano Davide Boriani, Gianni Colombo, Grazia Varisco, quelle del Gruppo N, in cui opera, tra gli altri, Alberto Biasi. 

Come nell’azione di un diaframma - il cui comportamento è assimilabile a quello della pupilla -davanti all’opera di Armando Pastorino, la percezione dell’osservatore può attivarsi sia sulla superficie che sulla profondità di campo, cogliendo ora la messa a fuoco ora la sfocatura. Tali successioni di morfemi grafici, in bianco e nero o a colori, assumono, su fondo cartaceo, andamenti prevalentemente circolari, talvolta con un centro, altrove delineanti labirinti senza uscita.

Rilevante diventa l’approccio all’opera d’arte da parte di un rigoroso tecnico fotografico, come Armando Pastorino, che ha intrattenuto, nella sua vita, un costante rapporto ottico-percettivo con la messa a fuoco di un dispositivo di natura macchinica. Oggi, l’internazionale esperienza seriale di cristalli iconico-fotografici, firmati Armando Pastorino, partecipa concettualmente, strumentalmente, percettivamente, di quella condizione dialettica della fotografia che è stata teorizzata da Walter Benjamin (rinviante a quei quadernetti, precursori del cinematografo, che, sfogliati rapidamente, producono l’impressione del movimento). Ne scaturisce l’esito di indurre nell’osservatore, quello spostamento fisico che gli consente la percezione di tali superfici vibratili, articolate sulla variazione e combinazione di pattern optical. Questa tipologia di opere pratica un lessico aniconico, una configurazione ondulatorio-modulare dotata di una possibile potenzialità ipnotica, derivata da un fondamento ottico che tende a prendere le distanze da un coinvolgimento psico-emozionale".
Viana Conti

 

 

 

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